Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche – Ultimi aggiornamenti

4 SET 2026

Il mese di agosto è stato, a livello globale, il più caldo di sempre con un’anomalia positiva media di +0,85° rispetto al valore medio 1991-2020 (elaborazione ANBI su dati Copernicus). Dalla terza decade di giugno le temperature medie degli oceani sono le più alte mai raggiunte; il record assoluto è stato riscontrato lunedì 24 agosto con 21,11°. Il mar Mediterraneo ancora registra, in un’ampia zona fra Tirreno centro-meridionale e costa meridionale della Sicilia sino al Nord Africa, temperature superiori ai 32°.

Sono questi i dati del clima torrido, che accompagna il Paese dalla terza decade di maggio e che sembra destinato a continuare anche in questo avvio di autunno meteorologico dal 1° settembre, caratterizzato dalle immagini della crisi dei grandi fiumi, delle distese di campi rinsecchiti ma anche dei numerosi danni per improvvisi quanto devastanti fenomeni meteorologici.

L’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche sottolinea, in queste ore, come, nella sola settimana scorsa, grandinate anomale abbiano colpito oltre 300 comuni dell’area padana e delle Alpi Orientali con chicchi che hanno raggiunto una grandezza di oltre 7 centimetri (fonte: ESWD – European Severe Weather Database). Tali eventi, anche se hanno contribuito a rivitalizzare fiumi e bacini del Nord Italia, rappresentano il probabile preludio ad un autunno molto complesso.

I grandi laghi sono, dunque, tornati a riempirsi: il livello del Verbano, in meno di un mese, è cresciuto di oltre 70 centimetri ed è ora ad oltre metà della propria capienza (52,7%), il Lario si è alzato di oltre 95 centimetri ed è al 61,2% di riempimento, mentre il Sebino è al 49,3%. Scende, invece, al 45% il Benaco.

Il Po, che a lungo ha subito un’ingressione marina di quasi 30 chilometri, è tornato a registrare maggiori flussi idrici, pur inferiori ai valori medi di questo periodo (a Pontelagoscuro, la portata è di quasi 647 metri cubi al secondo, circa il 30% meno del consueto).

Per quanto concerne lo stato delle riserve idriche in Lombardia, si segnala, quindi, una riduzione del deficit idrico da -51% a -34% (fonte: ARPA Lombardia).