25 Novembre 2025

L’analisi di alcuni indicatori, tra cui il Climate Risk Index, individuano nell’Italia uno tra i Paesi del Vecchio Continente più esposti agli eventi meteo estremi; si collocherebbe, infatti, al secondo posto, subito dopo la Francia.

L’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche ha segnalato, qualche giorno fa in proposito, come significativo sia il numero di persone coinvolte in disastri naturali, precisando anche come gli eventi che colpiscono il Bel Paese si rivelino più letali a causa della densità abitativa (il territorio francese ha una superficie superiore del 124% a quella italiana, ma gli abitanti sono solo il 14% in più) e della morfologia, avendo l’Italia solo il 23% di pianura contro l’oltre 60% della Francia.

Secondo l’European Severe Weather Database, gli eventi meteorologici anomali hanno colpito, negli scorsi 12 mesi, ben 2248 località italiane; la siccità, nella forma severa-estrema, invece, ha interessato circa un milione e mezzo di abitanti negli ultimi due anni, dopo che nel biennio precedente (2021-2023) aveva coinvolto quasi 4 milioni e mezzo di persone (fonte: elaborazione ANBI su dati CNR). È evidente come, in questo quadro, diventino sempre più determinanti interventi e politiche per il territorio lungimiranti, che possano essere condivise tra Istituzioni ed enti operativi, come i consorzi di bonifica.