Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche – Al Nord si registrano deficit idrici

15 Gennaio 2026

Il settimanale report dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche segnala, in queste ore, la breve durata dello sprazzo d’inverno al termine di un triennio, il 2023-2025, dominato da temperature medie globali superiori (+1,5) al livello preindustriale (1850-1900). E’ ormai evidente comeil “global warming” sia diventato un fenomeno endemico: il 2025 è stato il terzo più caldo della storia, dopo 2024 e 2023, sia a livello globale che europeo (fonte: Copernicus).

Il 2025 si è chiuso all’insegna di eccezionali anomalie termiche con il segno positivo (acque del Mediterraneo di 2 o 3 gradi oltre la norma; siccità anche nelle regioni settentrionali, da due anni sovrabbondanti d’acqua e significativa scarsità di neve sulle montagne, come non accadeva da tempo). La svolta meteorologica di inizio d’anno  e l’ingresso delle gelide correnti artiche hanno, però, rovesciato la situazione in Italia ed in Europa, portando nevicate abbondanti anche sulla pianura e sul Meridione con giorni di piogge intense, che hanno rinvigorito corpi idrici stressati.

In settimana la situazione è nuovamente mutata: al Sud (soprattutto in Campania), le temperature sono in salita sino a 20°, risultando le più elevate del continente, mentre un’ondata di gelo è annunciata nell’Est Europa.

A beneficiare della momentanea abbondanza d’acqua sono state le regioni meridionali, da tempo in sofferenza idrica, che sperano di non essere ancora costrette a fare i conti con i divieti di prelievo o la sospensione delle erogazioni idriche.

Al Nord, il livello del Po resta inferiore alla media su gran parte dell’asta (a Cremona il deficit di portata si attesta al 32%, mentre nell’Alessandrino è al 36%) mentre, per quanto riguarda i grandi laghi, sono da segnalare i livelli scarsi del Sebino (oltre 60 cm sotto la media e riempimento al 16,4%). In crescita l’altezza del Benaco (77,9 % di riempimento), mentre decrescenti sono quelle di Lario e Verbano.

In Lombardia, ad inizio mese, si evidenziava un deficit idrico del 32,3%, dovuto principalmente al deficit SWE pari a ben 858 milioni di metri cubi (-60% circa sulla media).