CSIS – Presentati a Magenta i risultati della prima fase del progetto

4 Marzo 2026

Si è svolta mercoledì 4 marzo, nel corso della mattinata, presso Cascina Pietrasanta, a Magenta, la conferenza di presentazione dei risultati della prima fase del progetto CSIS – Certificazione dei sistemi irrigui a scorrimento per la tutela della risorsa idrica e la ricarica della falda.

Davanti a una platea numerosa di imprenditori agricoli, il Consorzio, insieme al Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università degli Studi di Milano e con il sostegno di Fondazione Cariplo, ha illustrato gli esiti delle sperimentazioni condotte nelle stagioni agrarie 2024 e 2025.

La prima fase del progetto, conclusa nell’ottobre 2025, ha riguardato prove irrigue in campo, monitoraggio della biodiversità e sviluppo di un modello idrodinamico delle irrigazioni a scorrimento. I risultati hanno dimostrato che miglioramenti significativi in termini di efficienza e adeguatezza irrigua possono essere ottenuti con interventi minimi e poco invasivi, agendo sulla gestione – tempistiche, portate, livellamento fine e finestre irrigue – senza modificare la tecnica tradizionale.

Il progetto punta ora alla seconda fase, orientata alla definizione di criteri oggettivi e misurabili per certificare le buone pratiche irrigue e incentivare le aziende agricole che le adottano. L’obiettivo è sempre quello di aumentare la resilienza del sistema irriguo a scorrimento e favorire un uso più efficiente dell’acqua in azienda e nei distretti irrigui.

La conferenza ha rappresentato anche un momento di confronto diretto con il mondo agricolo, che ha seguito con particolare interesse la presentazione degli interventi sul campo e le prospettive concrete e della seconda fase progettuale.

CSIS si conferma così come un progetto pilota capace di coniugare ricerca scientifica, gestione consortile e pratiche agricole, nel solco di una fruizione condivisa della risorsa idrica, che è da sempre un tratto distintivo delle realtà irrigue lombarde.

Non da ultimo, i monitoraggi ambientali hanno evidenziato il valore ecosistemico della presenza dei canali in un territorio fortemente urbanizzato, dove vive oltre metà della popolazione lombarda, in cui è importante preservare l’agricoltura e la rete irrigua anche in funzione di una migliore qualità ambientale.

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