
Risorse idriche – Il tavolo in Regione fa il punto della situazione
1 Aprile 2026

Si è riunito il 31 marzo 2026 pomeriggio il Tavolo Regionale per l’utilizzo in agricoltura della risorsa idrica per fare il punto della situazione in previsione dell’imminente avvio della stagione irrigua, partendo dal dato relativo al deficit di risorse idriche in Lombardia. Quest’ultimo risultava, al 22 marzo scorso, pari al 21% rispetto alla media del periodo di riferimento, ben lontano quindi dalle condizioni di ‘severità’ idrica del 2022.
Hanno partecipato alla riunione gli Assessori regionali Massimo Sertori (Enti locali, Montagna e Risorse idriche), Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste) e Giorgio Maione (Ambiente), incontrando i rappresentanti di Consorzi di gestione dei bacini idroelettrici, Aipo e gestori dei servizi pubblici.
La stagione invernale 2025-2026 è stata caratterizzata da anomalie, tendenzialmente negative, di precipitazioni in territorio montano, e da valori altalenanti nelle temperature; l’inizio della stagione irrigua sarà contraddistinto pertanto da una mancanza di riserva di neve (il manto nevoso montano segna un -35%, con punte preoccupanti del -44% in alcune aree). E’ necessaria una gestione strategica dei grandi laghi, che in parte permetterà di compensare la carenza di neve. Tuttavia, non si è registrato un sostanziale deficit di precipitazioni nelle aree di pianura, neppure paragonabile con quello rilevato nell’anno di crisi 2022.
Da più parti si è sottolineato, in effetti, come la situazione non sia critica come quattro anni fa, ribadendo però la necessità di agire subito per garantire sufficiente risorsa idrica per la stagione in avvio. In questo senso va lo sforzo profuso da Regione Lombardia, nell’ambito dell’Organismo bilaterale Italo-Svizzero, per proseguire la sperimentazione dei livelli del Lago Maggiore, garantendo un livello massimo di 135 centimetri (al posto di 125), innalzabile fino a 140. Si tratta di almeno 20 milioni di metri cubi d’acqua in più, stoccabili e successivamente utilizzabili dalle utenze sul fiume Ticino.
Entro giugno 2026 uscirà inoltre un nuovo bando, con dotazione iniziale di 3,5 milioni di euro, incrementabile, con il quale finanziare ‘progetti esemplari’, finalizzati a realizzare impianti da fonti rinnovabili in autoconsumo e anche per alimentare impianti di sollevamento e pompaggio dei Consorzi di bonifica.
Gli intervenuti hanno concordato sulla necessità di proseguire con una gestione cautelativa della risorsa idrica, accompagnata da un costante monitoraggio delle riserve idriche stoccate.
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