
Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche – Si attenua il caldo ma …
11 SET 2026

Nonostante la stagione probabilmente più calda di sempre (+ 5,2°C sulla media delle temperature 1951-1980 e + 3,5°C su quella 1991-2020, come da fonte CNR) stia ormai cedendo il passo a temperature ben più sopportabili, l’attenzione generale rimane alta su una condizione potenzialmente di preallarme idrogeologico in tutta l’Italia settentrionale, prologo ad un periodo ad alto rischio lungo il Paese per l’arrivo di correnti fredde su un bacino mediterraneo con acque ancora sopra i 30 gradi e per l’incognita sugli effetti di un ”El Niño” di forte intensità: ad evidenziarlo è il settimanale report dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, diffuso in queste ore.
Sei sono le ondate di calore, che hanno interessato l’Italia e, in alcuni periodi, l’Europa occidentale, facendo registrare per quasi quattro mesi consecutivi (dalla terza decade di maggio) temperature massime superiori a 30 gradi e minime quasi sempre maggiori a 20 gradi; ancora oggi, i venti africani soffiano sull’Italia Meridionale spingendo, in alcune zone, le temperature oltre i 35°.
Rispetto alla settimana scorsa, i grandi laghi del Nord Italia hanno subìto una contrazione dei livelli idrometrici: il Verbano è ora pieno al 42% ed è sotto media come il Benaco (riempimento: 45,7%); il Lario è al 57,1% mentre il Sebino è al 58,6%. In Lombardia permane un -34% di deficit idrico. Nell’alveo del Po, l’acqua che scorre è circa la metà di quella abituale in questo periodo (a Pontelagoscuro, -56% sulla media).
Il Presidente di ANBI Francesco Vincenzi, a commento del report settimanale, ha tenuto ad evidenziare come, dall’analisi dei dati, si possa evincere che la crisi climatica abbia conosciuto, negli anni recenti, una preoccupante accelerazione, che sta cogliendo colpevolmente impreparati.